Al Palazzo Ducale di Genova incontri con professori universitari e dj set per affrontare i temi dell’immigrazione e delle periferie urbane
Accademici e dj per nuovi linguaggi e note. Il legame tra culture giovanili e musica pop che spazia dall’hip hop alla techno, dal rave alla trap, sarà in scena da martedì 1° aprile al Palazzo Ducale di Genova. I temi contemporanei, come l’immigrazione, le periferie, gli stereotipi e l’inclusività, saranno al centro della manifestazione insieme ai suoni e i ritmi interpretati come non semplici elementi decorativi della vita sociale, ma componente essenziale. La musica svolge un ruolo chiave nella creazione di contesti, abitudini, occasioni e rituali che definiscono la vita sociale, integrandosi profondamente nel nostro mondo.
Il programma del ciclo di eventi “Ma che musica. Un percorso attraverso i paesaggi sonori contemporanei”, a cura di Luisa Stagi e organizzato in collaborazione con laboratorio di Sociologia Visuale dell’Università di Genova e Forevergreen/Electropark, abbraccia diversi temi contemporanei.
«Sono orgogliosa di presentare questo ciclo di appuntamenti che mescola linguaggi e apre, con un occhio alle giovani generazioni, al contemporaneo e ai temi attuali, quali le migrazioni o le questioni di genere – sostiene la direttrice Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Ilaria Bonacossa – Palazzo Ducale ha iniziato un percorso di ricerca e di attenzione ai nuovi pubblici che trova in questa iniziativa organizzata insieme a Università di Genova e Forevergreen/Electropark un suo momento particolarmente significativo. La musica e la sua fruizione sono un elemento di aggregazione e creazione di identità importante per le giovani generazioni».
Si comincia, appunto, martedì 1° aprile con un incontro nella Sala del Maggior Consiglio (alle 18.00) orientato a indagare la musica del Mediterraneo anche in relazione alle questioni migratorie. Il critico musicale e saggista Pierfrancesco Pacoda parlerà sul tema “Il linguaggio della musica e Iain Chambers di Mediterraneo Blues: tutta “nata storia”. Chambers, antropologo e sociologo britannico, insegna Studi culturali e media e Studi culturali e postcoloniali del Mediterraneo all’Orientale di Napoli. È autore di diverse pubblicazioni in Italia. A seguire è previsto nel loggiato il dj set di FILOQ con le sue sonorità caratterizzate dall’influenza della cumbia. Il musicista ha sviluppato la propria ricerca lavorando il suono per diversi media, dalle immagini alla discografia, dalle console da dj agli spettacoli teatrali fino alle installazioni museali con un approccio di clash tra musica sound design. Perennemente in viaggio le sue produzioni attraversano la global beats, il jazz e la musica elettronica, mettendo a sistema musica tradizionale presa da ogni parte del mondo e beat digitali in un taglia e cuci vorticoso. Dubmaster dell’Istituto Italiano di Cumbia e fondatore della factory sonora e boutique-label Stellare, il musicista è anche produttore artistico tra gli altri di Vinicio Capossela, Mudimbi e Almamegretta. L’evento musicale sarà accompagnato dalle immagini di Massimo Cannarella per il laboratorio di Sociologia Visuale.
Il secondo incontro, l’8 aprile, metterà in relazione la musica trap e la dimensione urbana delle periferie; dopo la relazione di Pietro Saitta (professore ordinario di Sociologia generale presso l’Università degli Studi di Messina) e Sebastiano Benasso (professore associato di Sociologia Generale all’Università di Genova ) su “Trap: giovani, periferie e panici morali”, sarà invitato a suonare DJ Kamo (negli anni produttore e collaboratore di numerosi artisti italiani, tra cui Tormento, Primo Brown, Bassi Maestro, Ape, Giso, Shade e Albe OK) interprete del genere hip hop e suoi derivati, con il visual di Alberto Ligi Barboni.
Nel terzo appuntamento del 15 aprile saranno protagoniste le questioni di genere che incontreranno la cultura dance con l’intervento di Claudia Attimonelli (socio-semiologa che insegna Immaginario, media e cultura digitale e Semiologia del Cinema e degli Audiovisivi all’Università Aldo Moro di Bari) su “Gender & Techno/logy: teorie e pratiche transfemministe e queer nella cultura dance” e il sound della dj randomplay vicina ed esperta dei mondi della club culture e della musica techno e i visual di LIWBO.
Si chiuderà il 29 aprile con l’incontro “Cultura rave e danze di liberazione” con il giornalista e scrittore esperto del movimento rave in Italia, Tobia D’Onofrio, focalizzato sulla danza come cura mediata dalle pratiche rave e i ritmi proibiti e l’energia del giovane dj DIT ZY e produttore genovese con base a Milano e i visual di X.enne. Le proiezioni degli eventi saranno realizzate con le tecnologie immersive di Visual Substance.
In copertina: ©Alberto Ligi Barbone