Il Vinitaly inaugura la prima edizione di un progetto legato alla promozione del territorio
Dal “drinking wine” al “living wine”: in Italia è boom per l’enoturismo e il potenziale per gli anni a venire è enorme. Se è vero che i dazi statunitensi metteranno a dura prova l’export, il nostro Paese può giocare una carta importante sul fronte proprio del new wine tourism.
A Veronafiere il 9 aprile va in scena la prima edizione di Vinitaly Tourism, progetto che punta a spingere le iniziative in chiave di promozione del territorio e del comparto vitivinicolo: 63 le cantine presenti, 17 i buyer tra tour operator, agenzie di viaggio, online travel agency nazionali e internazionali, provenienti perlopiù da Stati Uniti, Germania e Spagna e 172 gli incontri di “matching b2b” per far incontrare domanda e offerta, favorire la cooperazione e rafforzare l’ecosistema.
“La crescita dell’enoturismo registrata negli ultimi anni in Italia ci restituisce la fotografia di un patrimonio ancora inespresso nelle sue complessive potenzialità”, sottolinea il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini nell’annunciare che il Vinitaly Tourism è il primo passo di un percorso che punta a estendersi anche all’estero.
Stando ai primi dati di un’indagine condotta insieme con Data Appeal – i cui risultati saranno svelati nel dettaglio proprio in occasione del Vinitaly Tourism – è in salita il “sentiment” relativamente alle principali destinazioni legate al vino e all’offerta turistica e sono Piemonte e Toscana le due regioni in tesa alla classifica.
Langhe-Barolo, Chianti e Montalcino le destinazioni italiane del vino con il più alto gradimento e in aumento anche Cinque Terre e Salento
La percentuale dei turisti italiani che ha visitato i “luoghi del vino” è cresciuta a dismisura: nel 2021 si attestava al 60% e per il 2025 si stima il 77 per cento. Sono le cantine le mete preferite (con annesse degustazioni), visitate nel 2024 dal 32% dei turisti dal 29% del 2021.
Nel mese di aprile molte le manifestazioni legate al vino: a Città di Castello, in Umbria, dal 26 al 28 aprile torna “Only Wine”, il Salone dei giovani produttori e delle piccole cantine, in campo circa 160 fra vignaioli e cantine. I riflettori sono puntati sui produttori guidati da under 40 e sulle cantine con meno di 15 anni di storia e una superficie inferiore ai 10 ettari. E non mancheranno le realtà internazionali, come quelle giapponesi o provenienti dalla regione dello Champagne. La Urban Vineyards Association porterà in Umbria i vini nati in contesti urbani da diverse parti del mondo, da Venezia a Los Angeles.
I vini passiti e da meditazione sono i protagonisti della Mostra nazionale di Volta Mantovana (in provincia di Mantova) dal 25 al 27 aprile allestita a Palazzo Gonzaga: in degustazione una selezione di oltre 100 etichette e a fare la parte del leone il Passito di Pantelleria, l’Aleatico dell’Elba, il Vino Santo Trentino, il Montefalco Sagrantino Passito, il Moscato di Scanzo. In calendario anche una masterclass sul Vino muffato in collaborazione con il Consolato Generale di Ungheria, Paese ospite dell’edizione 2025.
E ancora: dal 24 al 27 aprile a San Quirico d’Orcia (in provincia di Siena) torna l’Orcia Wine Festival, la mostra-mercato del vino Orcia doc – patrimonio mondiale Unesco – denominazione che quest’anno compie 25 anni. E sono previsti anche tour dedicati in quello che il sindaco Marco Bartoli definisce “il paesaggio più bello al mondo”.
Il vino diventa protagonista anche dell’arte: la Biblioteca Casanatense a Roma ospita la mostra bibliografica “La vite e il vino”, curata da Paolo Francesco Magnanti e Giulia Venti che è stata prorogata fino a fine aprile e non si esclude anche un allungo sul mese di maggio considerato il successo che sta riscuotendo. In esposizione preziosi manoscritti della collezione storica, editti dello Stato Pontificio, reperti etruschi e corredi funerari oltre a una serie di calchi a tema Bacco. E sono previste anche degustazioni.
In copertina: ©Consorzio tutela Lugana